Le Terre di Lorenzo
Skip

Cos’è la saga Monroe?

Post has published by Jason M.

La saga di “Monroe” si compone della “Trilogia di Borderend” (Monroe, il predatore di demoni (2020) ; Monroe, i quattro cavalieri (2021) ; Monroe, lo scettro del Diavolo (2023) ), dai racconti “Viaggio di lavoro” (2021)  e dall’ultimo progetto, “Hellish Carol” (2024).

Segue le vicende di Jason Monroe, singolare barista della capitale Borderend, che nasconde un segreto. Di notte prende le vesti di un determinato cacciatore di demoni che, tra battute e colpi di spada, riesce a farsi strada tra le avventure che si pongono sul suo cammino. In un continuo intrecciarsi di scienza, mitologia e classici del fantasy ambientata in un mondo moderno, questa saga vi permetterà di addentrarvi nel mondo alternativo di un eroe pieno di sorprese e della sua squadra.

Non siete ancora convinti? Ecco a voi un assaggio di vita del protagonista, il racconto inedito…

QUANDO MONROE INCONTRÒ DRACULA

Per la prima volta in decenni, non avevo fretta. Certo, questo privilegio non sarebbe durato a lungo, ma finché potevo godermi questo momento di calma, conveniva approfittarne.

La porta della biblioteca si aprì con fatica, sicuramente non riceveva visite da molto tempo, ma dopo quello che era successo al nostro mondo non mi stupisco del fatto che luoghi come questi siano stati lasciati a loro stessi.

Non appena mi trovai tra gli scaffali, un forte odore di vaniglia pervase l’aria: la moltitudine di libri accatastati a terra e sui tavoli era ricoperto da un sottile strato di polvere che fluttuava al minimo movimento. Un solo spiraglio di luce cerulea traspariva da una lamella rotta su di una persiana, inondando la stanza con la fioca luce della luna. Le pareti piene di muffa sembravano quasi mettere in pericolo quelle pagine di conoscenza, impilate in colonne precarie, mentre un silenzio tombale lasciava correre la mente incontrollata.

Non si trattava del rifugio ideale per passare la notte, ma avevo dormito in posti ben peggiori.

In attesa di prendere sonno, mi poggiai a una vecchia sedia che, non appena avvertì il peso del mio corpo, scricchiolò pericolosamente. Decisi che era più sicuro per la mia schiena sedermi a terra. Respirai, contemplando l’atmosfera rilassante che mi circondava in quel momento. Guardandomi intorno, notai poco lontano da me uno spesso libro con la copertina rigida e la spina rosso fuoco. Il titolo sembrava sbiadito, quindi decisi di aprirlo e scoprire di cosa si trattasse.

“La lettura di queste carte renderà chiaro il principio secondo cui sono state disposte. Tutti i dettagli superflui sono stati eliminati”

Voltai pagina, ancora più intrigato e fui improvvisamente colpito da una scritta altisonante: Dracula.

Sì trattava dell’edizione originale del 1897, il romanzo di Bram Stoker che per primo introdusse nella cultura di massa la figura del vampiro più famoso. Dalle mie infinite avventure sapevo che si trattava di racconti e leggende, ma che in fondo si può sempre trovare una verità al suo interno. Forse i vampiri non esistono, ma nel mondo vi sono minacce sovrannaturali ben peggiori. Aprii una pagina casuale, per divertirmi nella lettura, e capitai su una delle frasi più celebri: Il sangue è vita. Da molti considerata una frase iconica, dall’autore pensata per spaventare, per me era un dato più che certo. Ciò che scorre nelle vene non è solo sangue, ognuno di noi ha qualcosa di più forte, più importante. Qualcosa per cui vale la pena combattere.

Jonathan Harker, Mina Murray…tutti nomi entrati nella storia, ma più di tutti Van Helsing. Un nome reale, legato profondamente al mio compito. Sapere di continuare un’eredità come quella dei leggendari cacciatori di mostri porta con sé un peso incredibile, ma allo stesso tempo le responsabilità caricate sulla mia testa  mi permettono di rimanere concentrato nelle mie missioni. Ogni volta che mi ritrovo davanti un demone, so che si tratta di uno scontro che determinerà, anche se in piccola parte, le sorti dell’umanità. In quel libro si parla di vampiri dall’aspetto eccentrico e rimedi rudimentali. La verità, là fuori, è molto peggio. Lo scontro secolare tra umani e mostri di ogni tipo non si risolverà certo con una corona di fiori d’aglio.

Una cosa però mi aveva colpito. Egli era un mostro delle tenebre, un esiliato, un’anomalia. Un’entità che non apparteneva né al mondo dei vivi né a quelli dei morti. Un essere capace di scivolare tra i regni e muoversi nell’ombra per tramare contro i vivi. Così come i vampiri temono la luce, allo stesso modo i demoni preferiscono rimanere nascosti, con volti umani, per tentare e corrompere.

L’odio che provano le creature dell’Inferno è un sentimento primordiale e innato, qualcosa di inspiegabile. La cosa che più si avvicina all’intensità di quell’emozione è ciò che noi chiamiamo amore. A volte immotivato, altre volte duramente ricercato, spesso si tratta di un sentimento che viene dal nulla, talvolta è impossibile non pensarci. Ci porta a fare azioni per noi impossibili e, nonostante possa fare male, non facciamo che inseguirlo per tutta la vita. Scaturisce da un semplice gesto, uno sguardo, una frase. Trascina mente e corpo in un modo che per secoli è stato celebrato nelle arti: un sentimento comune a tutti e che definisce l’umanità. Ormai è sempre più difficile pensarlo, ma credere in qualcosa come l’amore è la chiave di tutto quello che faccio. Dai demoni tra le strade buie di una città addormentata alle minacce che vengono da noi stessi. Il mio compito, la mia necessità, è quindi quella di difendere l’umanità. Io devo impedire che l’odio si radichi tra le persone e si sostituisca alle emozioni che dovrebbero definire chi siamo.

Chiusi il libro con un tonfo che smosse il pulviscolo fluttuante nell’aria e lo posai dolcemente a terra. Chiusi gli occhi e mi addormentai, sicuro che la missione di domani sarebbe andata per il meglio.

Facebook Twitter WhatsApp