Le Terre di Lorenzo
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14 dicembre

Un’oca del genere non si era mai vista per le sue dimensioni ma soprattutto per la sua bontà. Kratcyt addirittura commentava continuamente.

«Peccato che non si possa mangiare tutto»

Sospirò mentre guardava gli ossicini nei piatti. Eppure tutti erano sazi, ma la demon si alzò presto da tavola per prendere il pudding. E se non si fosse cotto abbastanza? E se si fosse rotto nell’impiattamento? E se qualcuno l’avesse rubato dalla finestra? Quest’ultimo pensiero tormentava i due demoni più giovani, che si immaginavano gli scenari peggiori. Ma eccolo là arrivare dalla cucina! E che profumo per tutta la stanza! Era un miscuglio di accoglienti trattorie, invitanti pasticcerie e avvolgenti odori di lavanderie. Kratcyt aveva il volto illuminato, il suo inquietante sorriso rallegrava tutti mentre portava quel budino che ricordava una palla di cannone con in cima una fogliolina di pungitopo.

«Che bel pudding!»

Disse Bah’ con il volto raggiante.

Finito di mangiare, tutti sparecchiarono la tavola e accesero il fuoco, posando alcuni frutti in tavola per chi avesse ancora un po’ di spazio nella pancia. Tutti si disposero a semicerchio intorno al camino, ognuno con in mano un bicchiere ricolmo di una calda bevanda a base di latte e cannella.

«Un allegro Natale a tutti noi, cari miei»

Tutti ripeterono l’augurio.

«Che tutti lo passiate senza pensieri e insieme a chi vi è a cuore!»

Disse Tiny Tih con la sua voce flebile dal suo sgabellino. Bah’ lo teneva sempre per mano per fargli sentire sempre il suo affetto, quasi avesse paura che glielo portassero via.

«Spirito…dimmi sinceramente, ti supplico…Tiny Tih sopravvivrà all’inverno?»

Jason si fece cupo all’improvviso.

«Vedo un vuoto nel futuro. Vicino al focolare uno sgabello vuoto con una piccola struttura metallica poggiata a lato. Se il presente non dovesse cambiare, se TU non dovessi cambiare…»

Ash, per la prima volta in anni, sembrò seriamente dispiaciuto e preoccupato.

«No, No! Oh spirito, dimmi che sarà risparmiato!»

«Se il presente non dovesse cambiare, né io né alcun altro spirito potrà fare qualcosa. Ma di cosa ti preoccupi. Non eri tu solito dire nei “tempi d’oro” che i demoni sono sacrificabili?»

Ash chinò il capo, oppresso dalle sue stesse parole e dal dolore.

«Umano…»

Ash, confuso, aggrottò le sopracciglia.

«Se avrai un cuore da vero umano, non quello corrotto di molti di loro ma quello puro di chi si può definire davvero umano, se lascerai questo tuo linguaggio aspro, troverai il vero significato di sacrificio. Osi forse decidere tu chi può morire? Può essere che tu sia più degno di altri milioni di creature di vivere la tua vita?»

Ash tremava al pensiero di un cambiamento così grande, ma necessario. Improvvisamente venne richiamato dall’udire il suo nome.

«Ad Ash! Voglio brindare ad Ash, protettore dell’Inferno!»

«Bel protettore che è lui! Lo vorrei qui per fargli una festa a modo mio»

«Cara, ci sono i piccoli. E poi è Natale»

«Un Natale fantastico se lo passiamo a pensare a un demone talmente angusto ed egoista come quell’Ash. Tu lo sai meglio di tutti, Bah’»

«Ma è Natale…»

Ripetè dolcemente Bah’.

«Berrò al suo onore giusto perché è Natale. E che passi delle buone feste rintanato nella sua reggia oscura»

Tutti bevvero aspramente. Era la prima azione che fecero senza gioia quella sera. Ash era come un mostro per quella unione, il suo solo nome faceva rabbrividire tutti.
Le cose dovevano cambiare…

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