…Lo spirito sollevò la veste, come un tendone da teatro, e quando la fece calare mostrò una stanza illuminata a giorno, dove vi erano una demon con due giovani demoni. Ella aspettava ansiosa qualcuno, trasalendo a ogni rumore. Sopportava a stento gli urli dei piccoli demoni. Si sentì improvvisamente la bussata tanto attesa. La demon corse incontro al compagno. Tutti si sedettero a mangiare e il demone avvisò che aveva notizie.
«Buone o cattive?»
«Cattive, ma c’è ancora speranza»
«Se si è commosso, allora sì! È davvero un miracolo!»
«Non si può più commuovere…è morto»
La demon strinse le mani e maledisse il morto, scusandosi subito dopo per l’atto.
«Stavo per ottenere l’annullamento del pagamento, quando è morto. Pensavo che il suo malanno fosse solo una scusa, e invece…»
«E quindi? Il debito?»
Il demone fissava il vuoto, senza parole.
«Spero solo che chi lo sostituirà non sarà spietato come lui. Ma per oggi possiamo dormire tranquilli, cara mia»
I visi dei bambini si illuminarono. Erano tutti felici per la morte di quell’uomo! L’unico effetto della scomparsa di quel demone deceduto era il piacere!
«Fammi vedere qualche scena di tenerezza che si leghi a quella morte, o quel corpo mi rimarrà sempre davanti agli occhi»
Lo spirito portò via Ash ancora una volta e lo portò nuovamente a casa di Bah’wek, e vi trovò Kratcyt e i piccoli demoni attorno al fuoco. Erano tutti tranquilli. Muti come lo spirito. All’improvviso la demon si mise le mani al viso per coprire le lacrime che le rigavano il viso
«Bah’ sta per arrivare…Non ditegli nulla, non voglio che sappia che sto così male dopo quello che ha passato»
Ash capì…Tiny Tih, non c’era più. Anche il re dei demoni lasciò calare una piccola lacrima.
«Ultimamente cammina meno svelto del solito…»
Disse un giovane demone, con il volto rattristato, riferendosi a Bah’.
«Come era felice quando portava Tiny Tih sulla spalla. Era come se fosse più leggero con quel piccolo peso addosso!»
Bah’ bussò alla porta e tutti gli corsero incontro ad abbracciarlo. Egli aveva un fazzoletto sulla spalla, aveva bisogno di qualcosa che gli ricordasse il piccolo. Bah’ era allegro con i suoi protetti, ma Ash sapeva che in realtà non stava affatto bene.
«Dovevate esserci anche tutti voi. Vi sarebbe piaciuto tutto quel verde. Ma ci andremo spesso. Gli avevo promesso che di domenica ci avremmo fatto una passeggiata. Caro piccolo!»
Bah’ scoppiò in un pianto fragoroso. Non si potè trattenere. Ripresa la calma, si sedettero tutti intorno al fuoco a discutere. Bah’ narrò ai più piccoli delle avventure di Ash in Terra e di come aveva aiutato a salvare i regni dell’oltremondo.
«Spirito, sento che la nostra separazione è vicina. Dimmi, chi è quel demone che vidi poc’anzi?»
Lo spirito lo portò via. Correvano veloci tra le vie, senza fermarsi. Cessò la corsa nuovamente vicino alla casa di Ash, ma lo spirito indicava un punto poco lontano. L’accesso al cimitero di Dite, vicino a dove gli eresiarchi venivano puniti.
«Lì è la casa, perché mi fai segno di andare di là?»
Il dito rimase sospeso. Ash si addentrò nel cimitero, dove finalmente avrebbe potuto vedere il nome del morto. Un bel posto, circondato da belle case e belle piante. Lo spirito però si fermò sopra a una lapide, che indicò con gran serietà.
«Le azioni portano sempre a un certo fine, che diventa inevitabile se ci si ostina. Ma se muto il mio destino, muterà anche la fine. Dimmi che posso cambiare ciò che ho appena visto!»
Lo spirito era immobile come sempre. Ash si avvicinò terrorizzato alla lapide e un soffio di vento scostò le piante rampicanti che coprivano il nome. Ash inorridì, perché sulla lapide vi era inciso il suo stesso nome!…