Le Terre di Lorenzo
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24 dicembre

…«Sono leggero come una piuma, allegro come uno scolaretto, senza pensieri come un ubriaco! Un allegro Natale a tutti! Un allegro capodanno al mondo e all’Inferno intero! Alè olà alè!»

Entrò nel salotto saltellando dalla felicità e canticchiando con un ritmo incalzante. Per un demone che da anni non si muoveva, quello era un gran esercizio!

«Quanto tempo sono stato tra gli spiriti? Non lo so, non so niente. Sono come un bambino! Non mi importa di niente, non so niente! Olà alè olà!»

Si fermò nella sua esaltazione solo dopo aver sentito nuovamente la campana squillare così lietamente che ad Ash sembrò non aver mai sentito una melodia del genere. Corse alla finestra, la aprì, tirò fuori la testa e vide che la nebbia si era diradata. L’aria era limpida ma la neve era rimasta a biancheggiare le vie di Dite.

«Che giorno è oggi, caro Khoryt?»

Ash all’improvviso ricordava il nome di tutti i demoni suoi sottoposti.

«Cosa?»

«Che giorno è oggi caro ragazzo?»

«È Natale oggi»

Ash parlò prima sottovoce e poi urlò.

«Natale…è Natale! Sono ancora in tempo! Gli spiriti mi hanno tenuto una sola notte! Che festa! Ragazzo, tieni…»

Ash gli lanciò dei denari.

«Prendi il tacchino più grande che trovi, riportalo qua e tieni il resto! Ahahahah»

Ash era così felice del rinnovato spirito natalizio.

«Porterò quel tacchino a Bah’»

Borbottò Ash sfregandosi le mani, infreddolito dalla finestra aperta.

«Gli dirò che l’ho trovato fuori da casa sua. Oh che scherzo magnifico!»

La mano di Ash tremava dal ridere mentre scriveva l’indirizzo di Bah’wek senza firmarlo per riuscire nella sua burla e, una volta finito, si vestì come poteva, felice e saltellante com’era e corse fuori dalla casa per aspettare il ritorno del demone con il tacchino e non fu deluso! Era un tacchino enorme e succulento. Lo prese in braccio e si diresse verso la casa del suo secondo in comando, con un sorriso largo quanto l’intero volto. Una volta per strada, augurò un buon Natale a tutti i demoni che oltrepassava, gioendo a ogni sguardo stupito. Ash vide sulla via i due angeli che aveva incontrato il giorno prima. Erano venuti a cercare Paul. Ash si avvicinò di soppiatto ai due, sorprendendoli alle spalle e facendoli trasalire. Erano stupiti nel vedere il re dei demoni con quel nuovo corpo.

«Miei signori, spero abbiate passato una buona giornata. Vedete, ieri ero indisposto, ma oggi sono un demone nuovo!»

«Ash Wrather, non è vero?»

Sì, è il mio nome. Temo che vi suoni ingrato. Permettete che vi chieda scusa…intendo cedere…»

Si avvicinò all’orecchio di uno degli angeli, sussurrando il numero di anime del Limbo che avrebbe lasciato andare in Purgatorio.

«Dio misericordioso! Dite davvero?»

«Certamente e non una di meno. Per caso non sono abbastanza?»

Gli angeli erano sbalorditi.

«Allora raddoppiamo. A quanto dicono i miei registri, se lo meritano tutti!»

«Ma…ma non possiamo farle andare in Paradiso, sono anime pagane!»

«E allora tenetele in Purgatorio. Non meritano di rimanere qua al buio dell’Inferno. Buon Natale miei cari!»

Ash passò centinaia di porta augurando un buon Natale a tutte le unioni di demoni e giocando a calcetto con i più piccoli. Finalmente arrivò davanti alla porta di Bah’wek e, mutando il viso in un espressione corrucciata, bussò e nascose il tacchino dietro la schiena.

«Oh signor Wrather, è lei…oggi è Natale, pensavo non servisse il mio…»

«Pensavi non servisse cosa? Eh? Bah’…la prossima volta che credi di poter passare questo giorno con la tua famiglia ricordati di me»

«Signore, non intendevo dimenticarla. Il mio lavoro è molto importante ma…»

Ash sorrise.

«Non dimenticarti di invitarmi!»

Esplose in una grassa risata e abbracciò Bah’, porgendogli il tacchino.

«Buon Natale. Posso entrare Bah’?»

«C…c…certo signore! Venga!»

«Ti prego Bah’, dammi del tu. Non sono più il capo crudele di un tempo»

Ash entrò in casa e, non appena si avvicinò al camino, vide Tiny Tih. Ash gli corse incontro e lo abbracciò, piangendo nel frattempo. Vide poi in disparte un piccolo pacchetto rosso e lucido con in cima un nastro blu infiocchettato. 

«È per te Ash, da parte di quell’Helsing così simpatico»

Ash prese tra le mani il regalo. Non aveva mai ricevuto un regalo di Natale in tutta la sua millenaria esistenza. Saputo dei festeggiamenti, Monroe aveva deciso di fargli un regalo! Il re dei demoni scartò con grande foga il pacchetto per scoprire un oggetto che aveva già visto: l’anello dorato con incisa l’H! Ash, inizialmente spaventato, lesse il biglietto che accompagnava il regalo.

“Ad Ash Wrather, un demone dal cuore grande che dimostrerà il suo valore al mondo dei vivi e dei morti. Sono sicuro che sarai un ottimo condottiero per questo nuovo Inferno che vuoi costruire, falli neri!

P.S. Ricorda che il presente può sempre cambiare. Ricorda che TU puoi cambiare. Buon Primo Natale”

Ash da quel momento fu fedele alle sue parole. Divenne un buon amico per Bah’, un buon capo per tutti i demoni e soprattutto un bravo demone. Si disse che divenne così gentile che sembrava portare il Natale in tutti i giorni dell’anno. Tutti in città e negli Inferni di tutte le terre sapevano di come Ash Wrather avesse organizzato la prima e più bella festa di Natale all’Inferno. Con gli spiriti Ash non ebbe più a che fare, ma tenne bene a mente le parole e le visioni date da loro e per sempre ricordò gli insegnamenti imparati quella notte, e che questo si possa dire di tutti noi. Ash da quel momento divenne come un secondo padre per il tenero Tih, e come disse il giovane da lì in avanti:

Un buon Infernal-Natale a tutti voi!

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