…Terminato il momento, tornò l’allegria nella piccola unione, dieci volte più intensa per il sollievo di essersi tolti il pensiero di Ash dalla testa.
A turno i demoni parlarono dei loro lavori presenti e futuri, per istruire i più piccoli. Warta, ad esempio, era l’assistente di una cappellaia e aveva recentemente fatto dei copricapi per famosi demoni maggiori per resistere all’inverno. Intanto tutti tracannavano le loro bevande lieti e Tiny Tih intonò una tradizionale canzone natalizia, sbagliando la maggior parte delle parole, ma con una voce melodiosa.
Niente di nobile in tutto ciò, dopotutto erano un’unione povera come molte altre all’Inferno. Solo le categorie più alte di demoni si godevano questa festa senza preoccupazioni. L’unione di Bah’ era molto semplice, non facevano sfoggio di vestiti sfarzosi: le scarpe erano malconce e le vesti stracciate e bruciacchiate. Ma erano felici. Tanto felici quanto sfortunati. L’essere stati così vicini alla “amministrazione Night” non aveva risaltato la figura di Bah’ e con il cambio di rotta era caduto in disgrazia e Ash era come cieco di fronte alle sue difficoltà. Trovavano la gioia nelle piccole cose, nello stare insieme e nel condividere i piccoli successi. Sembravano ancora più gioiosi sotto la luce riflessa dalla spada dello spirito.
Ash li guardò fissi, soprattutto Tiny Tih. Non voleva lasciarli andare.
Il demone e lo spirito si allontanarono, insinuandosi di nuovo tra le vie di Dite. I fuochi delle cucine si levavano alti e tutti si stavano preparando alla fatidica notte. A giudicare dal grande viavai per le strade sembrava che non ci fosse nessuno in casa ad aspettarli, ma scorgendo dalle finestre si vedevano grandi festeggiamenti e unioni tutte intorno ai focolari. Come esultava lo spirito! Come rideva e si dimenava e così tutte le persone intorno a loro, inconsapevoli di essere in compagnia dello spirito del Natale.
Inaspettatamente, senza che lo spirito avvisasse Ash, la scena mutò e i due si trovarono in una deserta e solitaria palude, disseminata di enormi massi. L’acqua si estendeva fino all’orizzonte, congelata dalla temperatura precipitata nell’ultimo mese. Sulla riva crescevano solo muschi e piccoli arbusti e il cielo, al tramonto, si tingeva di colori caldi che sembravano dipinti da lunghe pennellate veloci e contrastanti. Si trovavano sul Cocito, il lago ghiacciato dell’Inferno!
«Cosa c’è qui?»
«Qui ci sono i demoni dimenticati, coloro che vivono lontani da Dite, costretti a rimanere sulla Terra da Fiery Night per tormentare i vivi. Loro desiderano tanto tornare a casa, ma pensano che tu li tormenterai per essere stati fedeli al nemico. Rimangono nascosti sulla Terra, terrorizzati, ma festeggiano ugualmente il Natale per sentirsi più vicini ai loro fratelli. Guarda!»
Si diressero verso una piccola casetta in muratura e attraversarono i mattoni fino a trovarsi al suo interno. Un anziano demone e un’intera unione stavano seduti vicino a un focolare, agghindati a festa con colorati maglioni e larghi sorrisi cantavano tutti insieme la stessa melodia che Tiny Tih aveva invano tentato di intonare.
Lo spirito non si trattenne molto e, con Ash aggrappato alla sua veste, attraversò l’intera palude. Voltandosi indietro, il demone inorridì a vedere la riva così lontana e su di essa una serie di scogli su cui si scontravano sonoramente le onde. Proprio vicino a quegli scogli si stagliava un faro, adornato alla base da una massa informa di alghe, con i gabbiani che ci svolazzavano attorno. Anche lì, due guardiani del Cocito avevano acceso un fuoco su cui arrostivano delle castagne, dividendosi quelle pronte ad essere mangiate. Il fuoco, attraverso le feritoie dell’edificio, mandava una luce chiara e definita sul lago più profondo, su cui Ash e lo spirito aleggiavano sospesi dal vento.
Improvvisamente la scena cambiò ancora e Ash sentì una contagiosa risata provenire dalle sue spalle. Egli si voltò e si sorprese non poco nel vedere il suo successore, fuoco del suo fuoco.
Ash vide Rosclow e diciamo che…possiamo considerarlo suo figlio…