Le Terre di Lorenzo
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17 dicembre

…«Con il tempo Ash si è intestardito. Pensate che banchetto si sta perdendo là, solitario, nella sua magione decadente! Ma tanto meglio, nessuno lo vorrebbe qua con noi»

Rosclow si lasciò andare una grassa risata che subito si sollevò da tutta la folla

«Voglio dire che per il fatto di giudicare gli altri demoni che sono rimasti fedeli all’Inferno come noi, egli si perde momenti divertenti come questo e non gli farebbe certo male una bella sghignazzata! Egli si priva di una buona e sana compagnia per stare in quella vecchia, umida e ammuffita stamberga a Dite»
Il demone si issò in piedi su un piccolo divanetto, elevandosi rispetto agli altri.

«Crede di poter schernire noi e il nostro compito. Lui rifiuta il Natale, ma non è certo questo che ci farà avvicinare al suo governo. Non potrà far altro che adorarlo quando scoprirà che questo è stato l’ultimo suo giorno di pace. Quando mi vedrà così lieto davanti alla sua faccia capirà quanto stupido sia stato e tremerà al mio passaggio!»

Tutti risero all’idea del grande e potente Ash Wrather in preda a un forte tremore. I demoni si passarono una bevanda che sembrava thè e fecero un po’ di musica per accompagnare i festeggiamenti. Chi suonava una tromba arrugginita, chi muoveva le dita nel vuoto all’interno di un’arpa senza corde e chi pizzicava una chitarra con la cassa forata. Alcuni demoni lì radunati ricordavano ad Ash la sua gioventù. Così rabbiosi, dediti a infliggere punizioni e così inesperti. Ash si sentiva più debole per tutto quello che aveva sentito. Così tanti demoni credevano questo di lui? Sentiva un enorme peso sulla schiena, consapevole di dover stroncare il prima possibile questa ribellione per il mantenimento della pace. Se solo avesse saputo quello che avrebbe ricevuto in vita sua a causa delle sue azioni si sarebbe dedicato a opere di altro genere invece che scavarsi la fossa come Paul Artler, dedito al suo compito a tal punto da renderlo un’ossessione.

Dopo la musica, i demoni iniziarono a giocare tra loro, inseguendosi e nascondendosi dietro ai mobili per divertimento.

«Demoni miei, l’indomani, la mattina dopo Natale, continueremo il compito che il Diavolo ci impose secoli e secoli fa e che Fiery Night consolidò.»

Ash spalancò gli occhi dallo stupore. Avevano già pianificato tutto!

«Dall’indomani mattina ci spargeremo per tutto il mondo e porteremo la parola di Fiery Night nel mondo dei mortali. Forse lui sarà stato sconfitto, ma i suoi ideali rimangono tra tutti noi»
Ash doveva fermarli, ma come? Non poteva tornare nel mondo dei mortali senza il suo corpo. Era irrimediabilmente legato all’Inferno!

«Giovani, vecchi. Donne, uomini. Chiunque si troverà sul nostro percorso soffrirà. Soffriranno tutti per l’avvento della grande Unione Notturna. L’ombra di Fiery Night calerà sull’umanità!»

Ash era terrorizzato e non aveva modo di sanare la situazione.

«Attualmente questo è lo stato del mondo. Questa è la tua eredità. Se le cose non dovessero cambiare, il mondo sarà condannato, ma avrai tempo per questo»

Lo spirito non fece che aumentare la pressione che Ash sentiva fino allo stomaco. Si distrasse solo qualche secondo ma si destò non appena sentì tutti urlare di gioia.

«Aspetta spirito, stanno facendo un altro gioco! Dammi ancora una sola mezz’ora e potrò andarmene, ma lasciami ancora sentire»

«Bene, ma ciò non ti solleverà»

Ash tornò ad ascoltare con attenzione.

«È per caso un animale?»

«Sì!»

Era il gioco del sì e del no. Tanto comune tra gli umani quanto tra i demoni…

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