Le Terre di Lorenzo
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3 dicembre

…Ancora una volta, nel più bel giorno dell’anno, la vigilia di Natale, il vecchio Ash se ne stava seduto sul suo scranno a rimuginare. Sulla Terra il clima era freddo e tempestoso, mentre un sottile velo di neve copriva le strade e le temperature glaciali si ripercuotevano nei regni dei morti.

In lontananza, nei meandri dell’Inferno, si sentivano migliaia di demoni con il fiato grosso, sfregarsi forte le mani e battere i piedi a terra per il gelo. Il clima rigido si infiltrava tra le fessure dei mattoni e arrivava fino ad Ash, provocandogli diversi brividi che lo infastidivano. Per lui era un periodo odioso, terribile e oltre ogni modo eccessivo. Tutte le decorazioni, i canti, le tradizioni, per lui erano baggianate.

Improvvisamente, davanti ad Ash, comparvero due angeli. Non erano davvero lì presenti, erano solo delle proiezioni, ma il loro aspetto li mostrava come due distinti esseri dall’animo gentile e cordiale. Essi guardarono Ash dritto negli occhi.

«Demone Ash Wrather, lei è colui che guida l’Inferno attualmente, è corretto?»

Ash, scocciato, rispose con disappunto.

«Ovviamente, cosa volete da me?»

«In questa gioconda ricorrenza avevamo da offrire un miglioramento della sorte di un’anima sotto il suo controllo. Si tratta di Paul Artler. Sa dove si trova? Non dubitiamo che sia morto, e crediamo debba essere qui»

«Paul…Artler? Non ho nessuno con quel nome tra…aspettate…siete sicuri sia all’Inferno?»

«I registri di Paradiso e Purgatorio non hanno registrato la sua presenza. Supponevamo che fosse qui con voi»

Ash rifletté a lungo. Paul era morto, ma non si trovava in nessun regno…che si trovasse sotto forma di fantasma ancora sulla Terra? La sua anima stava ancora vagando nel mondo dei vivi?

«Non abbiamo questa persona tra i nostri gironi, ricontrollate i vostri registri!»

Ash rispose con saccenteria e liquidò velocemente gli angeli che, dopo essersi guardati con occhio stanco, ricominciarono a parlare.

«Demone Ash Wrather, noi siamo disponibili a salvare qualche anima meritevole e portarla in Purgatorio, dove avrà la possibilità di raggiungere il Paradiso. Crede che qualcuna delle sue anime possa dirsi davvero penitente?»

«Ci sono delle prigioni nel Purgatorio! Metterete lì le mie anime, non è vero? Voi non volete salvare nessuno, volete solo impoverirmi!»

«Assolutamente no! Vorremmo seriamente portare sulla montagna delle anime. Quante e quali desidera cedere?»

«Nessuna!»

«Preferisce l’anonimato per le anime?»

«No, per nulla! Preferisco non essere disturbato. Ho già mille affari di cui occuparmi e non voglio pensare anche a voi due!»

Gli angeli sollevarono gli occhi al…cielo? Credo di sì. Sollevarono gli occhi al cielo e scomparvero dalla vista di Ash.

«Non è affar mio…»

Ash si rimise al lavoro, molto contento del suo operato e più felice che mai per essersi liberato di un impegno ulteriore.

Intanto il clima gelido aveva pervaso tutto il regno e una fitta nebbia era scesa tanto che i demoni iniziarono a evocare delle fiammelle dalle mani per poter vedere. Alcuni demoni avevano acceso un gran fuoco nella città di Dite per riscaldare l’ambiente, ma questo si faceva sempre più freddo e il vento iniziò a soffiare sempre più forte.
Ormai Ash era rimasto fin troppo tempo a rimuginare sul suo lavoro, tanto che decise di tornare nella città di Dite, dove abitava con gli altri demoni, per potersi riposare a casa sua. Ash si diresse quindi verso la sua città, sbuffando a ogni albero addobbato, ghirlanda o piccole luci colorate…

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