Le Terre di Lorenzo
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8 dicembre

…«Per la tua salute»

«Credo starei meglio con una notte di riposo»

«Allora per il tuo fato!»

Stese allora la mano verso Ash e dolcemente lo avvicinò.

«Seguimi»

Ash avrebbe inutilmente sottolineato che il tempo e l’ora non erano propizi per una passeggiata rinvigorente, che il letto era comodo e caldo e i suoi abiti si riducevano a una veste da notte ma, vedendo che lo spirito insisteva, Ash acconsentì. Non appena però vide che si avvicinava alla finestra, si strinse a Lucifero terrorizzato.

«Non ho più un corpo, ma posso ancora cadere!»

«La mia mano ti sorreggerà il cuore, e se quello sarà al suo posto, allora tu sarai al sicuro»

Dicendo così, Ash e Lucifero attraversarono la parete e si ritrovarono in aperta campagna. Le colline emanavano un buonissimo profumo di erba fresca e la nebbia, così come il freddo, erano completamente scomparsi.

«Qui è dove ho conosciuto l’umanità per la prima volta!»

Lo spirito lo guardò con tenerezza. La sua stretta, seppur lieve e dolce, era ancora ben sentita da Ash.

«Le tue labbra tremano…e cos’è quella che ti scivola sulla guancia?»

Ash trattenne le lacrime e balbettò una scusa inverosimile.

«Ti ricordi ancora la strada?»

«Se me la ricordo? Potrei farla a occhi chiusi!»

Dopo Adamo ed Eva, l’umanità potè essere riprodotta in tutti gli universi e, mentre in alcuni era meno fortunata, in altri prosperava. In uno di questi Ash passò i suoi primi secoli di vita portando scompiglio nelle vite delle povere persone, istigando di tanto in tanto battibecchi e impedendo una vita tranquilla.

«Strano che dopo tanti secoli non te sia scordato»

Andando per quella via Ash riconosceva ogni filo d’erba, ogni cancello, capanna, animale da compagnia e persona che aveva tormentato. Vide alcuni ragazzi divertirsi in groppa ai cavalli, uomini e donne occupati a preparare i vestiti per l’arrivo del freddo e i più anziani riunirsi per raccontare ai più giovani le storie del passato. Tutti si divertivano. Ash provò a parlare con uno di loro, ma sembrava che nemmeno vedesse il demone.

«Questi sono solo dei ricordi, non sanno che noi siamo qua»

Chiunque passasse vicino ad Ash veniva riconosciuto e il suo nome declamato. Perché si commuoveva a rivederli? Perché il cuore gli batteva così forte? Perché così tanta tenerezza nel vederli godersi la festa e augurarsi un buon solstizio d’Inverno? Al Paradiso il solstizio, al Paradiso il Natale! Cosa gli importava davvero di quelle feste se non di rovinarle?

Improvvisamente decine di demoni, invisibili tra la gente, si insinuarono nelle case e tra le vie ribaltando ceste, spaventando animali e stimolando duelli tra le persone.

«Non tutti i demoni passavano però così questo giorno. Vieni a vedere»

Ash seguì Lucifero fino ad un grande edificio dall’aspetto trasandato. I vetri erano rotti, le porte cigolavano e il soffitto stava lentamente cadendo a pezzi. Il demone e Lucifero camminarono per diversi corridoi fino a trovarsi davanti un piccolo demone dalle ali di pipistrello e un giovane ragazzo che brandiva una stecca di legno.

Quello era Ash da giovane.

Con il suo primo Helsing…

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