Le Terre di Lorenzo
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9 dicembre

Ash pianse a rivedere se stesso così giovane, così piccolo e inesperto, così indifeso.

La versione del passato di Ash si scaraventò sul giovane ragazzo come una bestia, spalancando le due paia di ali e mostrando i denti acuminati, ma l’Helsing era più veloce. Schivò Ash che finì sul pavimento e lo trafisse alle spalle con la stecca. Il demone ricordava ancora il dolore provato, era stata la sua prima ferita. Il ragazzo scappò dalla stanza e corse a chiedere aiuto, senza sapere che nessuno gli avrebbe creduto: solo lui poteva vedere Ash nella sua vera forma. Nel frattempo il demone stava combattendo la sofferenza per liberarsi dal gioco dell’asta di legno, conficcata nella scapola. Ash si rimise in piedi e con un movimento secco sfilò la stecca urlando per lo strazio. Osservò l’arma con cui era stato colpito: un paletto di abete, l’albero simbolo del Natale. Dopo quella volta Ash imparò a odiare gli Helsing, imparò a odiare il Natale e tutte le sue sfarzose tradizioni.

Gli altri demoni si sarebbero stupiti a vedere Ash così sentimentale, ma lui non poteva proprio trattenere le lacrime. Quel momento era uno dei più dolorosi nella mente di Ash.

«Perché mi mostri questo, spirito? Non avevi detto che avrei rivissuto il mio ultimo Natale?»

«Così ho detto, e così è. Da quel momento tu non vivesti più il Natale, o meglio il solstizio, allo stesso modo. Ma ora andiamo avanti»

L’immagine di Ash del passato crebbe, la stanza si fece più scura e umida, come una grotta. L’Ash del passato si chinò e delle catene comparvero sui suoi polsi e caviglie. Era nella prigione del Purgatorio, dove aveva passato rinchiuso decenni. Improvvisamente una voce roca echeggiò in tutta la caverna.

«Signore mio! Stiamo venendo a prenderla. La porteremo a casa, a casa, a casa!»

«A casa, Hiured?»

Hiured era uno dei demoni più fedeli ad Ash tra il XVII e il XIX secolo, ed era stato lui a annunciare al re dei demoni che l’avrebbero liberato.

«Certo, a casa per sempre, via da questa gabbia!»

Una voce in lontananza sembrò urlare a squarciagola.

«Il prigioniero sta parlando con qualcuno!»

Una guardia del Purgatorio entrò nella cella di Ash, inerme, e iniziò a percuoterlo fino a lasciargli lividi grossi quanto un melone su tutto il corpo. La voce di Hiured scomparve ma Ash sapeva che lui e i suoi compagni erano vicini.

«Che gran cuore quella creaturina. Avrebbe potuto fare grandi cose nell’Inferno moderno»

«Che cuore…avete ragione spirito, non posso contraddirvi spirito»

«Però è morto con alcuni suoi fratelli, non è vero?»

«Hanno usato la loro anima per rafforzarmi e permettermi di scappare»

«Hai perso delle persone importanti per te quel giorno, quel Natale. Andiamo avanti»

La scena tramutò nuovamente, questa volta si trovarono in una zona industriale di una città. Forse Borderend, visti gli edifici intorno. Lo spirito si fermò davanti a un capannone e chiese ad Ash se lo conoscesse.

«Se lo conosco? Certo! È la base dove fondevamo l’ottone per creare armi e armature per il mio esercito»
Entrarono e videro un vecchio demone seduto dietro a un’ampia scrivania. Era alto, dall’aspetto autoritario e, non appena lo vide, Ash urlò.

«Chi si vede! Sei proprio tu! Sei rimasto così tanto nella tua forma demoniaca che il tuo corpo è invecchiato, era il momento che prendessi un nuovo corpo eh, caro Diavolo?»…

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