Le Terre di Lorenzo
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19 dicembre

Ash si voltò lentamente, terrorizzato all’idea di chi si sarebbe potuto trovare davanti: in passato l’Inferno era governato dal Diavolo, e aveva incontrato Lucifero. Nel presente lui e Monroe dirigevano il regno dei dannati e aveva incontrato proprio lui. Ma in futuro? Chi comanderà l’Inferno dopo Ash? L’idea di vedere volti conosciuti lo spaventava anche più di vederne uno familiare.
Quando si fu girato, vide stagliarsi davanti a sé una figura ancora più alta di lui, un colossale mostro avvolto completamente in un velluto blu scuro che gli oscurava il volto. Lo spirito allungò la mano verso Ash, con il palmo rivolto verso l’alto. La pelle era completamente nera. Attorno a lui solo una fitta nebbia, così come quando Ash aveva lasciato la sua città prima di ricevere la visita degli spiriti. Il demone cadde a terra in ginocchio, pregando la figura incappucciata, circondata da un alone di mistero e tenebre. Nonostante tutto però infondeva in Ash uno strano senso di sicurezza, di affidabilità. Era quasi come se venisse manipolato nel credere che quello spirito fosse ciò di cui aveva bisogno in quel momento.

«Sono in presenza dello spirito del Natale futuro?»

Ash aveva la sensazione di conoscere quell’ombra, che si trattasse dell’amico Caronte? No, non aveva senso. Come poteva governare l’Inferno…e allora chi era? Ash sperava di riconoscere la voce dalla risposta, ma lo spirito non parlò.

«Tu mi mostrerai ciò che non è ancora accaduto, ma che avverrà?»

Nel buio pesto dell’Inferno in preda alla bufera, Ash sembrò distinguere un cenno affermativo del capo. Egli prese a camminare, superando Ash.

Così abituato alla chiacchierata compagnia degli altri spiriti, questo taciturno parlare fece scuotere il demone da testa ai piedi. Sentendo il timore scatenato, lo spirito si fermò per dare ad Ash il tempo di raggiungerlo. Improvvisamente gli occhi dell’ombra si accesero: erano come due stelle luminose che mostravano il percorso al demone. Ripreso coraggio e curioso dell’identità dello spirito, corse per porsi al suo fianco.

«Oh spirito, tu mi spaventi più di tutti gli altri come te visti finora. Ma so che il tuo compito è per il mio bene e, poiché ho il desiderio di cambiare, ti seguirò con gioia. Non intendi rivolgermi parola?»

Nessuna risposta, solo la mano accennava di proseguire.

«Ebbene guidami, io ti verrò appresso. Il tempo è prezioso, guidami!»

Lo spirito era lento nel muoversi, come appesantito dalla veste che lo circondava. Stavano attraversando la città di Dite, sorpassando demoni indaffarati e frettolosi che andavano su e giù di negozio in negozio. Così tante volte Ash li aveva visti così impegnati, ma non si era mai fermato prima di quel momento a pensare cosa davvero stesse passando per le loro menti. Lui ero così occupato a caricarli di così tanti compiti che non si era mai reso conto che loro avevano deciso di rimanere. Non erano fuggiti, non si erano ribellati. Volevano cambiare, proprio come lui.

Lo spirito si fermò presso un piccolo gruppo di malebranche. Avevano grandi ali di pipistrello e corna sproporzionate rispetto alle loro teste. Lo spirito li puntò con il dito, così Ash si avvicinò ad ascoltarli.

«Non ne so molto, so che è morto»

Disse uno dall’aspetto paffuto.

«Quando è morto?»

«Ieri sera, credo»

«E di cosa è morto? Non che mi dispiaccia, sembrava non schiattare mai»

Chiese un terzo incuriosito.

«E chi lo sa!»

Sbadigliò il primo, noncurante della storia di cui parlavano.

«Cosa ne hanno fatto dei suoi possedimenti? Ricchezze, casa, potere…»

«Non mi hanno detto nulla su questo, ma sicuro non ha lasciato nulla a me!»

Una risata generale pervase il vicolo, facendo salire la rabbia di Ash…

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