Le Terre di Lorenzo
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Abbazia ed Eremo (Toscana)

L’Abbazia di San Galgano, un’enorme chiesa senza tetto. Già nel 1576 un monaco testimoniò che le vetrate delle finestre erano distrutte, le volte delle navate erano crollate in molti punti e che, presso il cimitero, rimanevano solo parte delle rovine delle infermerie, demolite all’inizio del Cinquecento. Nella prima metà del ‘700 il complesso risultava ormai crollato in più parti e quelle ancora in piedi lo erano ancora per poco, infatti nel 1781 crollò quello che rimaneva del soffitto e nel 1786, dopo che un fulmine lo aveva colpito, crollò anche il campanile; si salvò la campana maggiore, che pochi anni dopo venne fusa e venduta come bronzo.

 

Questa è la mia terza tappa e la prima che mi porta fuori dalla Lombardia. Ho letto su diversi siti che ci si può arrivare solo in macchina, quindi ho fatto il pieno al fuoristrada e sono partito per la Toscana. Dopo circa 4 ore di viaggio (mi sono fermato per mangiare e fare rifornimento di benzina…soprattutto per mangiare) sono arrivato davanti alla bellissima abbazia di San Galgano, l’abbazia “scoperchiata” che ha subito diversi danni nel tempo. Aspettata la notte, per essere lontano da occhi indiscreti, sono entrato e ho visto la volta celeste stagliarsi sopra di me: uno spettacolo indimenticabile, migliaia di piccole luci su di un cielo blu e limpido. Distolto lo sguardo da quella meraviglia ho visto una cappella, poco lontana dall’abbazia, che mi ha incuriosito per la sua struttura che mischiava diverse forme geometriche tra loro, l’Eremo di Monte Siepi. Sono entrato da poco ma già milioni di ricordi dell’infanzia mi sono tornati alla mente. All’interno dell’edificio, nella cappella di San Galgano, è presente la pietra dove il santo conficcò la sua spada, creando una vera e propria “spada nella roccia”, come quella di Re Artù. Ho esaminato la spada anche se solo con lo sguardo, dato che purtroppo ci separava una teca in vetro. Spazientito per non aver trovato nulla, ho alzato lo sguardo al cielo e lì ho visto ciò che non mi sarei mai aspettato: il soffitto era decorato da diversi cerchi concentrici. Pazzesco! Oh, giusto, non ve l’ho mai detto…nel medioevo gli Helsing crearono un segno distintivo per segnalare che un edificio era una struttura sicura per loro, protetta da incantesimi, nei quali nessun demone poteva entrare, e quei segni erano proprio dei cerchi concentrici. Collegando tutto, ho capito quindi che San Galgano stesso o un suo conoscente era un Helsing, il quale aveva costruito questa cappella per conservare la spada del Santo, arma che molto probabilmente era magica o aveva un qualche potere. Anche l’abbazia potrebbe essere crollata durante uno scontro con un demone (dovrei chiedere ad Ash se è implicato in qualche modo…).

L’abbazia in sé non ha nulla di strano, ma la cappella sicuramente mi sarà d’aiuto: nel caso in cui mi trovassi in pericolo nei dintorni di Chiusdino, potrò trovare rifugio presso l’Eremo di Monte Siepi.

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