Le Terre di Lorenzo
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Castello Ursino (Sicilia)

Il castello di Ursino fu costruito su volere di Federico II di Svevia. Il luogo ebbe una certa visibilità come sede del Parlamento e, in seguito, residenza dei sovrani aragonesi fra cui Federico III. Nel 1699 l’Etna eruttò e la lava circondò il castello, generando una lingua di terra lunga 3 km. Tutto sembrava placato ma, solo una settimana dopo, la lava, apparentemente solidificata, cedette, distruggendo chiese, luoghi pubblici e abitazioni, ma la cosa più stupefacente, ma anche terribile, fu che dal terreno circostante il castello si sprigionarono fiamme che durarono per circa un mese, ma il castello rimase pressoché intatto, sprofondò infatti solo di pochi metri.

Dopo aver visitato la parte continentale dell’Italia, mi aspettano le due isole: Sicilia e Sardegna. Mentre ero in viaggio ho ricevuto delle notifiche di commenti sul post delle segnalazioni, probabilmente nuovi suggerimenti, ma non sono riuscito a vedere di cosa si trattasse perché ero finalmente arrivato in Sicilia. Il biglietto del traghetto è costato circa € 30, quindi mi sono avanzati ancora dei soldi per un eventuale prolungamento del viaggio, ma ci penserò successivamente. Ho guidato il mio mezzo sul traghetto, così da potermi muovere, una volta raggiunta l’isola, in totale autonomia. Ho viaggiato quindi verso Catania, dove mi aspettava il castello di Ursino. Leggendo la storia del luogo, ho capito che mi sarei ritrovato in un campo di battaglia e visitando le varie stanze del castello ho potuto confermare i miei pensieri: l’imponenza della struttura, ma anche la grande attenzione ai dettagli e la raffinatezza delle sculture e degli affreschi al suo interno, mi hanno fatto subito sospettare che quella era una residenza divina. Spesso gli edifici come quello divenivano luoghi dove gli angeli potevano albergare. Le mura esterne del castello sembravano fatte di una sorta di materiale lavico, e questo testimonia l’agguato che i demoni tentarono contro gli angeli. Nel 1200 Federico di Svevia commissionò la costruzione di questo castello all’architetto militare Riccardo da Lentini. Questi, probabilmente sotto il controllo di un gruppo di demoni, costruì l’edificio utilizzando un materiale simile alla lava. I demoni sapevano che questo edificio sarebbe stato ospitale per un angelo, quindi lo fecero costruire in modo tale da indebolirlo: i materiali derivanti dal fuoco infatti annebbiano la mente degli angeli e ne affievoliscono la reattività, permettendo così un attacco inaspettato da parte dei demoni. Tutto il piano andava come quei mostri se l’aspettavano, ma l’angelo riuscì comunque a resistere e a mantenere intatto il castello. Quel gruppo di demoni usò tutte le proprie forze per questo attacco e riuscì a far sprofondare il castello nel terreno, tentando così di avvicinarlo all’Inferno, ma l’angelo al suo interno combatté e, stremato per via della trappola costruita dai demoni, morì ma il suo spirito benedisse la zona. Lo spirito degli angeli, a seconda del loro compito, porta diversi benefici e questo, in particolare, fece sì che intorno al castello e al suo interno potessero crescere delle piante esotiche (come, per esempio, le palme). L’intera zona è protetta da un’aura potentissima, generata dall’anima dell’angelo, che proteggerà per sempre questo castello, impedendo così nuovi attacchi.

Ho visitato l’intero castello e ho notato in diverse stanze delle decorazioni di origine barocca. Incuriosito, le ho subito fotografate, per vederle così più tardi ed esaminarle. Si stava facendo tardi e sono tornato in macchina, dove ho riguardato le foto scattate nel castello e un particolare dettaglio mi ha inquietato. Penso di aver scattato questa foto per sbaglio. Magari senza rendermene conto ho schiacciato il pulsante di scatto, ciononostante avevo nella galleria delle foto un’immagine mossa e sfocata, presa con un’angolazione dal basso (probabilmente l’ho fatta mentre la macchina fotografica era lungo i fianchi), che raffigurava una persona nascosta dietro una teca contenente dei gioielli. Ricordo bene quella stanza e i gioielli erano in una zona dove non si poteva accedere. Su di un sito ho letto di storie di alcuni visitatori che si sono ritrovati degli “sconosciuti” impressi sulle loro foto, che testimoniavano di porte che si aprivano da sole e di vere e proprie apparizioni. Quelle figure però non erano descritte come il fantasma che avevo visto a Consonno, si diceva fossero più…“reali”.Non so chi fosse realmente quella figura, della quale non riuscivo nemmeno a capirne il sesso, ma di sicuro non era umano.

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