Le Terre di Lorenzo
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Triora: Città delle Streghe (Liguria)

Nell’entroterra ligure, in provincia di Imperia, in un borgo arroccato a 800 metri di altitudine, troviamo la città di Triora, che nasconde un grande mistero.                                                                                                                                                                                                                  È stata una tragica storia accaduta tra il 1587 e il 1589 in cui alcune donne vennero accusate di essere artefici di una carestia perdurante. Così ebbe inizio il processo alle streghe che ha dato a questo borgo medievale il soprannome di “Paese delle streghe” o la “Salem d’Italia”. In memoria di questi tragici avvenimenti è stata istituita una vera e propria festa dedicata alla stregoneria chiamata “Strigora”.                                                                                                                                                                                                                                  A Triora di streghe (si dice) non ce ne sono più, ma il borgo ha ideato alcuni itinerari alla scoperta dei luoghi più simbolici. Ci sono tre itinerari che si possono seguire: uno artistico, contraddistinto dal colore rosso, uno “curioso” di colore azzurro e uno dedicato ai bambini di colore giallo. Seguire il percorso giusto è molto semplice: sui vicoli acciottolati del borgo sono stati apposti degli adesivi circolari che indicano la strada corretta.

Appena lette alcune notizie su questo luogo, non ho potuto non pensare ad una strana coincidenza: sono appena andato via da un castello infestato da una “Ingannatrice” e mi sono poi ritrovato a cercare tracce di altre streghe! A Triora avrei forse potuto trovare un modo per cacciare via la strega dal castello altoatesino! Arrivato in città, ho incontrato subito la prima sfida, un’ardua scelta: percorso artistico, curioso o per bambini? Quello artistico l’ho subito accantonato, perché dopotutto non mi interessava avere notizie circa opere riferite alle streghe o alla città, avevo bisogno di qualcosa di più concreto. Quello curioso poteva essermi utile, perché mi avrebbe sicuramente dato informazioni utili per combattere le streghe o semplicemente per conoscerle meglio. D’altro canto, quello per bambini sarebbe stato ovviamente più semplice e facile da seguire. Il dubbio mi affliggeva, ma alla fine ho optato per quello curioso. Come sempre, ho lasciato di nascosto il gruppo della guida per infilarmi in un vicolo buio che portava a uno strano edificio di pietra scura. Ho bussato una, due, tre volte. Nessuna risposta. A quel punto ho deciso di sfondare la porta con tutta la forza che avevo. Non appena sono entrato, ho visto un’ampia stanza circolare, i cui muri erano pieni di ripiani di legno d’ebano, con adagiate sopra centinaia di ampolle e fiale contenenti liquidi di ogni colore, organi animali, occhi e tanto altro di cui preferirei dimenticarmi. Diciamo che non era difficile ipotizzare che quell’edificio era la casa base di una o più streghe. Questa città è ancora nelle mani delle Ingannatrici, solo che nessuno se n’é mai accorto. Io conosco bene l’alchimia, sono specializzato in questo settore e la maggior parte delle pozioni lì presenti avrebbero potuto provocare una forte illusione visiva. Non so per cosa le volessero usare, ma ne avevano così tante da poter convincere il mondo intero di qualsiasi cosa. Ho rubato alle streghe quante più pozioni possibili da poter conservare nella mia sacca, quando una di loro ha fatto capolino da un passaggio nel muro opposto alla porta. Preso dal panico le ho lanciato la prima pozione che mi era capitata sotto tiro e, caso vuole, era una pozione di pietrificazione, distillato che personalmente non sono mai riuscito a ottenere senza generare un grande disastro. Immediatamente l’Ingannatrice si è immobilizzata e la sua pelle è diventata grigia. Mi sono avvicinato intimorito dandole un colpetto in testa, azione che le ha creato una prima crepa che si è poi talmente allargata tanto da farla letteralmente crollare a terra in mille frammenti. Sono rimasto incredulo e divertito per qualche secondo ma poi, una volta tornato in me, ho raccolto uno dei pezzi e l’ho messo in tasca. Forse poteva ancora avere un qualche potere. Sono uscito dall’edificio di pietra scura, temendo un secondo attacco, senza però esitazioni. Ho camminato per una decina di metri e mi sono voltato : la base non c’era più, era scomparsa. Era stata tutta un’illusione! Tranquillo come non mai sono tornato alla macchina, sono salito e ho acceso il motore. Mi sentivo però vuoto, confuso. Ho guardato all’interno della sacca per controllare se le pozioni erano ancora lì. Beh, erano sparite, ma a loro volta erano comparse decine di lingotti d’oro puro che potevano valere anche € 20.000 ciascuno! Tutto questo era insensato e veramente assurdo. Spazientito ho detto:”ok, portatemi indietro”. Di colpo mi sono risvegliato, emettendo un lungo respiro, sul pavimento della base delle streghe. Ero circondato da 6 Ingannatrici che mi fissavano stupite. Non penso che in molti avrebbero rinunciato a delle illusioni così “invitanti”come quei lingotti. Dovete sapere che, in genere, le Ingannatrici non sono né dalla parte dei demoni né tanto meno dalla parte degli umani. Loro sono per così dire “neutrali, indifferenti”. Vogliono solo sopravvivere. Fortunatamente, la congrega di Triora era un gruppo di Ingannatrici che in realtà combattono le “ribelli” (coloro che si schierano con una delle due fazioni o che si mostrano a chiunque) , quindi non appena ho raccontato loro di quella loro “compagna” incontrata al castel Tures, si sono guardate negli occhi per qualche secondo e si sono offerte di farla “educatamente” sparire da lì (testuali parole). Ho rivelato loro tutti i dettagli di cui ero a conoscenza su quella strega e subito sono partite per la loro “campagna” in Trentino-Alto Adige. Mi hanno lasciato andare, anche se in cambio ho dovuto restituire loro le pozioni (non è che le abbia date proprio tutte, ma questo teniamocelo per noi) e finalmente avevo risolto anche il problema del castello. Fatto questo, ho potuto continuare il mio viaggio. Ci vediamo a Roma!

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